lunedì 9 aprile 2018

Virgilio, Eneide, libro III, vv. 656 ss. Quinci partito allor che da vicino scorgerai la Sicilia, e di Peloro ti si discovrerà l’angusta foce, tienti a sinistra, e del sinistro mare solca pur via quanto a di lungo intorno gira l’isola tutta, e da la destra fuggi la terra e l’onde. È fama antica che di questi or due disgiunti lochi eran prima uno solo, e che per forza di tempo di tempeste e di ruine (tanto a cangiar queste terrene cose cose Può de’ secoli il corso), un di smembrato fu poi da l’altro. Il mar fra mezzo entrando tanto urtò, tanto ròse, che l’esperio dal sicolo terreno alfin divise:
19:01
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Lillo Taverna Versi 416-7 Dissiluisse ferunt, cum protinus utraque tellus/una foret ... [ma non si riferisce a Scilla e Cariddi?]. Verso 420 Liber tertius : Dextrum Scylla latus, laevom implacata Charibydis
Gestire
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Lillo Taverna L'ipotesi del Paterna è plausibile,ma bisogna dimostrarla! Mi sembra verisimile che i primi uomini comparsi in Sicilia,in tempi inconcepibilmente remoti, possano essere venuti dall'Africa. Virgilio (ma non solo lui) nell'Eneide afferma che un tempo la Sicilia e l'Africa erano unite.Ad avvalorare quest'ipotesi potrebbe contribuire il fatto che nella grotta di La Matina sono stati trovati scheletri di elefanti nani, cervi insomma fauna tipicamente africana. Quando si affrontano argomenti cosi' remoti non bisogna mai trascurare la mitologia. G.B. Vico scrive "" La favola è alcuna volta un adombramento della storia,in maniera che sotto gli ornamenti di quella vi stiano racchiusi dei fatti che si riferiscono alla storia degli uomini o della natura"

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