lunedì 20 novembre 2017



RACALMUTO NEL XVIII E XIX SECOLO

di Calogero Taverna

 

 

Il secolo dei lumi si chiude tristemente per Racalmuto: necessita il paese dei vessatori mutui della locale Comunia della Matrice – cui con sussiego accondiscende il famigerato vescovo Ramirez – onde i presoti all’Annona racalmutese riescano ad approvvigionarsi delle più urgenti vettovaglie.

XAVERIUS

 Rever. Archipresbitero et deputatis ...terrae Racalmuti, Salutem..

Ci rappresentano codesti Giurati, Proconservatori, e Sindaco le gravi pressanti urgenze, che si sperimentano in codesta Popolazione, a segno che si teme molto della furia della Popolo perché pressato dalla fame, e dalla miseria. Onde sono in penziero di occorrere quanto si può con mutui, eccedono, e chiedono che per conto di Codesta matrice Chiesa vi sia nella Cassa una certa somma, che la reputano sufficiente ad impiegarla nelle presenti istanze, bastevole a soccorrere la indigenza comune. Noi dunque avendo in considerazione l'espressati sentimenti del Magistrato, e volendo per quanto ci sarà permesso anche aiutare codesto Publico, venghiamo colle presenti ad eccitare la vostra carità , il vostro zelo ed il vostro patrimonio acché concorriate per quanto si può a sollevarlo nelle urgenti angustie e miserie. Essendovi dunque nella Cassa la indicata somma, qualora si appronta una sufficiente bastevole fideiussione di restituirla nell'imminente Agosto e riposta in Cassa, potrete apprestarla a beneficio comune per distribuirsi in mutuo secondo le intenzioni del Magistrato. Nostro Signore vi assista. Datum Agrigenti die 23 februarii 1799. = Canonicus Thesaurarius Caracciolo Vicarius Generalis = Canonicus Trapani Cancell. [1]

 

 REGISTRO ANNO1802-1803

 

RACALMUTO N. 369

Licenzia pro monal. Sr. Grazia Scibetta  die 30 julii 1802..

Legato di Antonino Morreale

Rev. mo    Archipresbitero terre Racalmuti salutem.

Ci è stata presentata la dispenza del matrimonio sciolto della R.M. cum  .. in favor di Giuseppe Schillaci vedovo e Giuseppa Taverna ... vogliate sopra li medesimi ricevere testimoni degni di fed, esaminandoli bene sopra la causa della scienza, facendogli nominare li nomi et cognomi delle persone che che formarono li gradi della parintela e di quello possiedono di stabile, gli oneri che annualmente pagano e che gli resta di limpito,   nonche ancora il mobile prezioso oro, argento, ... frumento, legumi, vino, ed animali il prezzo delli medesimi, formandone anche voi di tutto ciò una fede giurata. Fratanto viceversa il giuramento separato di ambi li sposi, che colla buona fede, senza che avessero saputo che fra loro vi era canonico impedimento contrassero sponzali, conversarono assieme, e per tale conversazione ne nacque sospetto di avere avuto fra loro copula carnale benche falsa. Imporrete alli medesimi 1- infrascritta penitenza cioè di farlo stari in ginocchio innanzi la porta di cod.sta Chiesa madre con corona di spine e fune al collo per tutto il tempo che durerà la messa cantata, e questa finita l'assolverete dalla cenzura giusta la forma del Rituale Romano; imponendo alli medesimi di farli adempire 1 - infrascritta penitenza salutare cioè di fare n.o 4 digiuni comuni, e nelli giorni di digiuno recitare dieci poste di SS.mo Rosario innanzi il Divinissimo.

Terminata la  quanto di noi di sopra vi abbiamo ordinato, ci rimetterete la vostra fede, una colla copia dei testimoni  ...

Xaverius ..

Rev. Vic. For. Terre Racalmuti salutem - Ritrovasi in questi carceri vescovili l'accolito Don Salvatore Alfano di codesta. Perciò in vigor delle presenti vi ordiniamo di far sapere a codesti Giurati l'obbligo, che hanno di contribuire al amntenimento del sopra detto Chierico a tenor delle circolari su tal vincolo, mentre resterà nelle carceri curerete di farvi passare a mano il denaro corrispondente, e farlo arrivare a noi, per impiegarlo in alimento del sud.to ch. carcerato . Tanto eseguirete con darcene conto .. Datum Agrigenti 9 9bris 1802. Car. Vicari P. Vic. Generl. = Can. Trapani Cancell..

Agrigenti die 12 Novembre 1802

E.F. litterae Dispensationis Matrimoni a Trib. R.M. et C.l. in favorem Josephi Schillaci et Joseph Taverna Racalmuti super impedimento secundi in lin. Consanguinitatis in formam solitam.

Xaverius

Ven. Vic. for. Terrae racalmuti salutem - Il Sac. Don Marco Borzellino va in debito in onze 63.4 alla Ven.le Cappella del SS. Sacramento, e per pagarli implora una larga dilazione corrisponedente alle di lui forze; proponendo anche nella sua sipplica, volerne compensare in prezzo di case assignandone alla d.a Cappella onze 30. Non potendosi questi assegnare per essere le chiese proibite di nuovi acquisti, incaricandoci delle circostanze, incarichiamo di fargli accordare da chi si appartiene una dilazione proporzionata...

Nos d. Joseph Vicari P.V.G.

Dilecto nobis in Xristo filio  Sac.ti don Josepho  Tulumello Terrae Racalmuti salutem = Ex quo per Rev. Archipresbiterum Racalmuti D.n Gaetanum Mantione luguntur sacri Canones in hoc Collegio SS: Augustini et Thomae absens ea propter a sua residentia et Te de Tulumello inOeconomum Parochialis Eccles. seu administratorem elegit, idcirco Nos huiusmodi  .. rerum Oeconumum et admnistratorem illius Parochiali Ecclesiam durante absentia, imo et electionem  .. confirmamus et approbamus , monentes Te, ut Oeconomi partes fideliter et dilingenterque excerceas, ac quae sunt sui munera, omnino adimpleas. In quorum omnium. Dat. Agrigenti die 14 dicembris 1802. Can Vicari P.V.G. . Can Trapane Canc.

Xaverius

Per clericum d. Salvatorem Alfano terrae Racalmuti non nulla delicta fuerunt patrata in eadem terra  ..

Atto provisionale di Assessore in favor del d. Francisci Farrauto.

Francisci Farrauto terrae Racalmuti, tenore presentis ... (eum) elegimus et nominamus ac electum et nominatum volumus in Assessorem Curiae Foraneae eiusdem Terrae in ha causa criminali tantum contra clericum Salvatorem alfano una cum Vicario foraneo, et cum omnibus illis emolumentis, honoribus quoque et oneribus cum munus predicti Assesoris debite spectantibus et competentibus. 15/12/1802.

Xaverius

Rev. Oeconomo Matricis Eccl. Terrae Racalmuti salutem

Sottemetteste con una supplica : il tetto della chiesa esser così rovinoso, che minaccia pericolo di tutta la fabrica, esigge perciò un pronto, e celere riparo e non essendo in istato la maramma di contribuire la spesa necessaria, relatata pro once 21. 24 dal Capo M.ro Marammiere, domandaste che le Cappelle esistenti in detta Matrice chiesa contribussero la necessaria spesa. (Si consente) die 22 dicembre 1802.

Il Sac. don Carmelo Troisi viene nominato sostituto del Viacrio foraneo il quale cum ob nonnullas causas se transferre debeat... durante absentia d.i Vic. For.

(altra dispensa matrimoniale come quella dello schillaci per )

Nicolò Pirrera ed Anna d'Asaro.... trovarono viceversa che li sposi non ebbero tra loro copula carnale, ma solamente traspariva della loro libidine... stare in ginocchio inanzi la porta maggiore della madrice chiesa con corona di spine e fune al collo e candela nelle mani in giorno di festa per tutto il tempo della messa cantata  come pure 15 poste del SS.mo Rosario, in ginocchio per tre giorni nelli quali dovranno digiunare in pane ed acqua, ed allo sposo solo di visitare sette chiese con corona di spine e fune al collo, accompagnato da un vostro ... .. et quindi l'assolverete entrambi dalla censura giusta la forma del Rituale Romano

 

Xaverius

Rev.do Vic. For. terre Racalmuti salutdem - Possiede codesta Sacra Distribuzione osia la Venerabile Cappella d. S. M. del Suffragio dentro codesta madrice Chiesa due piccole case nel q.o della Rocca della Zabbetta, vicino le case di Michelangelo lo Sardo, e Francesco Ippolita, vacue, abandonate e quasi cadenti, entrambe apprezzate dal Capo M.tro M.tro Alessandro Picone per la somma di once 6.21. e non potendosi queste locare, o censirarsi ne tampoco dalla stessa Sacra Distribuzione ripararsi, voi in nome di cod. Deputati ci avere sommesso vendersi ed il capitale impiegarsi in favore della stessa Sacra Distribuzione...Si approva... 19 aprile 1803.

F. 378

Xaverius

Nos Dilecto Nobis in Xsto filio Rev. Sac. don Josepho Tulumello terrae Racalmuti salutem.

 

Nuper facta per rev. Don Cajetanum Mantione Archipresbiteus renunciatione, quam Exmus et Rev,mus Dominus Episcopus libenter admisit, acceptavitque ne inculae eiusdem terrae detrimentum aliquod patiantur in Sacrorum administratione, et ne Ecclesia rectore caveret, tenore presentis, et omni alio meliori modo, quo possumus, Te predictum de Tulumello, eligimus, nominamus, et creamus in Oeconomum predictae terrae facta tibi facultate sacra administrandi, et praecipue Penitentiae et matrimonii, cum potestate substimendi Sacerdotes. Tibi benevisum et nobis adprobatum pro assistentia Sacramenti Matrimonii,  cum tu ex legitima causa absens, vel infirmitate impeditus fueris, ac caetera administrandi, quae ad parochi officium pertinent; idque cum omnibus honoribus, et oneribus, ac consueto salario. Presentibus valimus usque novam provisionem d.i Parochatus et ad novum beneplacitum. In quorum omnium.. dat. Agrigenti die 12 Maji 1803 Can. Vicari V.G. . Can. Trapani Cancell.

3 giugno 1803 f. 379 v.

ARCIPRETURA

 

Dilecto nobis in xsto Filio D. Laurent io Fucà terrae Racalmuti ad presens Archipresbitero Realimontis nostrae Agrigentinae Diocesis salutem.

Inter caetera Pastoralis Officii debita, quae prestari cupimus, illud praecipue cordi est, ne parochialibus ecclesiasticis, quaelibet rectiribus providendi sunt, Talis Presbiteros preficeremus quo ministerio animarum cum laudabiliter et omni  ... est diligentia satisfaciant. Laicum vacare .... cum animarum cura terrae Racalmuti Agrigentinae nostrae Diocesis per renunciationem a R. D. Caetano Mantioned ultimo et immediato Archipresbytero ad scripta in actis Notar. Balthassaris Marsala die 21. Aprilis 1803, per nos acceptata die 12 Maij 1803, cuius electio et collactio ad nos  nostrosque Episcopos Successores pleno iure  spectat, et pertinet fuerunt de nostra ....mediante ppco edicto  vocati omnes qui de decta vacante ecclesia provideri cupiebant.... infra terminum dierum decem in eadem M.C. comparere debuissent ....

presentes bullas expediri mandavimus, quam .. de Fuca' elegimus, et nominamus ac eligere et nominare volimus, et pronunciamur in Archipresbyterum cum animarum cura predictae terrae Racalmuti, cum omnibus et singulis iuribus ... redditubus.. caetersque universiis ad d.um Archipresbyteratm  spectantibus et competentibus ...

DISPACCI 1824-1830

ARCHIVIO CURIA VESCOVILE AGRIGENTO

REAL SEGRETERIA E MINISTERO DI STATO PRESSO IL LUOTENTE GENERALE DE' REALI DOMINIJ al di là del faro - Dipartimento degli affari ecclesiastici n. 1977 .

 Ill.mo e rev.mo Signor

Dal Sig. Cons. Min. di Stato -..... viene scritto il seguente rescritto.

Fra i diversi oggetti contenuti nel rapporto del 19 dello scorso febbraio n. 266 trattò V. Ecc. del permesso richiesto dal Vescovo di Girgenti di poter procedere al'erezione di un beneficio ecclesiastico di mansionariato fondato da Gregorio Melisenda nel suo testamento del 17 giugno 1822 nella madre chiesa del Comune di Racalmuto con l'obbligo della recita del divino ufficio e della celebrazione di alcune messe e con la riserva del patronato attivo in farore dei suoi eredi.

S. M. mi ha rassegnato questo affare nel Consiglio Ordinario di Stato del di 20 del corrente mese di agosto-

Accordare il suo reale assendo perchè la Comunia della madre chiesa di Racalmuto si accresca di un altro mansionario e manifestare il suo sovrano beneplacito perchè l'ordinario del luogo usi delle sue facoltà per erigere il medesimo beneficio ecclesiastico giusta intenzione del Pio istitutore Gregorio Melisenda.

Napoli 29 agosto 1829

Palermo 10 settembre 1829.

 

PREFETTURA DI GIRGENTI ANNO 1875 INVENTARIO N. FASC.

Racalmuto, 28 novembre 1875 - ufficio di pubblica sicurezza del mandamento - giuseppe Matrona Telegramma.

per seguito a precedente corrispondenza le trascrivo qui appresso un telegramma spedito stamani da sig. Matrona Gaspare di qui al sig. Lumia Francesco a Palermo.

"Macchinato sciopero avvisato Matrona, Sferrazza, non avvenuto. Appellomi lealtà gentiluomo coaudiuvarmi smascheramento tristi per bene 'Cimicia' - Significate Albanese

 

 

EUGENIO NAPOLEONR MESSANA - RACALMUTO NELLAùSTORIA DI SICILIA - CANICATTI' 1969

 

FONTI CITATE : A.S.P. CANCELLERIA 38, F.44 V. - MEMORIALE DI MESSINA "INTRU TUTTI NUN SI TROVA UNU DINARU..."

A.S.P. PROTONOTARO 1408 17, F. 122, 123, 130 (RIFERIMENTO VAGO ALLO ZOLFO)

A.S.P. R. CANCELLERIA, LIBRI 1518, VII INDIZIONE FOGLIO 462 (pAG. 94 DELL'OPERA DI MESSANA) "ERCOLE DEL CARRETTO NON SI OCCUPO' DI VENDICARE IL FRATELLO, LO FECE INVECE SUO FIGLIO GIOVANNI  III, INVESTITO DELLA BARONIA IL 31.1.1519, VII INDIZIONE, IN SEGUITO ALLA MORTE DEL PADRE..."

A.S.P. R. CANCELLERIA V IND., FOGLIO 487 (OP. MESSANA PAG. 100) - "VENNE A MORTE NEL 1561 ED IL 20 DICEMBRE DELLO STESSO ANNO S'INVESTI' IL FIGLIO GIROLAMO I (DEL CARRETTO).

A.S.P. R. SEGRETERIA VIII IND. F. 458 (OP. MESSANA, PAG. 111) " ALLA MORTE DI DON GIOVANNI IV DEL CARRETTO PRECISAMENTE PER LA INVESTITURA DEL 14 AGOSTO 1610 LA CONTEA DI RACALMUTO PASSO' AL FIGLIO GIROLAMO II"

(OP. MESSANA, PAG. 128 E APPENDICE N. 5 A PAG. 463.4) 1654-1647 - INCARTAMENTI REAL SEGRETERIA ARCHIVIO STATO PALERMO: NELL'ARCHIOVIO DI STATO DI PELERMO, ABBIAMO TROVATO SOLO DUE LETTERE DIRETTE AL VICERè, SCRITTE DA RACALMUTO, UNA DAL CONTE DATATA 21 GIUGNO 1647 E L'ALTRA DELLA PRINCIPESSA DI VENTIMIGLIA DEL 22 DELLO STESSO MESE DEL 1647"

A.S.P. R. CANCELLERIA IX INDIZIONE F. 98 (OP. MESSANA PAG. 140) "DONNA BRIGIDA SCHITTINI GALLETTI INTANTO S'INVESTI' DELLA CONTEA, CON CAPITOLO DI RE VITTORIO AMODEO II, ADDI' 10 LUGLIO 1716..."

ASP R. CANCELLERIA XIV IND. F. 89 (OP.CIT. PAG. 140) ".. I BENI DELLA CONTEA DI RACALMUTO SE L'ERA AGGIUDICATA UNA TALE PAOLA MACALUSO DEL LUOGO NON NOBILE"..(ANNO 1721 ?)

ASP 1515-45; DISPACCI R.S. (OP. CIT. PAG. 145) "... SICCOME HO FIRMATO LE LETTERE DELEGATORIALI SPEDITE IN PERSONA DEL DON NICOLA CIRO CRISAFULLI DI NARO, LE QUALI MO HA RIMESSE UN RAPPORTO DEL 20 CORRENTE, COSI' LE RESTITUISCO A V. S. PER L'ULTERIORE CORSO 27-8-1783' CARACCIOLO"

ASP DISPACCI DELA REAL SEGRETERIA DELLA VAL DI MAZZARA N. 1515-16 5036 (OP. CIT. PAG. 146) " DEL 27 LUGLIO, SEMPRE 1783 è INVECE UN RICORSO DI VINCENZO PETROZZELLA (IL PRIMO ERA DEL 25 LUGLIO 1783 DA PARTE DI MASTRO GAETANO AMENTHIA)

A.S.P. Z.R.S.B., 5035 (OP. CIT. PAG. 150) "NICOLO'  FONTAINE FU ESPLUSO DAL PAESE NEL 1799"

A.S.P. DISPACCI DELLA REAL SEGRETERIA DELLA VAL DI MAZZARA, PAG. 209-1516 (OP. CIT. PAG. 161) "IL VICERE' L'11 OTTOBRE 1783 CHIESE RAGGUAGLI AL VESCOVO DI GIRGENTI DI ALLORA MONS. SEGRETO ED IL 3 NOVEMBRE INTIMO' PERENTORIAMENTE DI IMPEGNARE L'EREDITà SECONDO LA PRECISA VOLONTà DEL DEFUNTO SACERDORE (PIETRO SIGNORINO).

ARCHIVIO STATO AGRIGENTO (asa) 32- 261 (OP. CIT. PAG. 162) PER LA CONFRATERNITA DELL'ITRIA CHE SAREBBE STATA FONDATA IL 26 LUGLIO 1759.

A.S.P. INCARTAMENTI REAL SEGRETERIA 1512 (OP. CIT. PAG. 162) IL PIU' REMOTOM DOCUMENTO SUL COLLEGIO DI MARIA RISALIREBBE AD UNA LETTERA DEL 1763 DI DON GIUSEPPE TULUMELLO AL VICERE'

A.S.P.  PAG. 95 TERGO DEL VOLUME DISPACCI REGAL SEGRETERIA 1516 - 8SETTEMBRE 1783 (OP. CIT. PAG. 165) " CARACCIOLO AL CAPITANO DI GIUSTIZIA DI RACALMUTO SUL PRECETTO PASQUALE".

A.S.P. REAL SEGRETERIA BUSTA 5035 (OP. CIT. PAG. 187 E APPENDICE VI DI PAG. 465-6) RELAZIONE AL MAARCHESE DI VILLALBA FATTA  DALLA GIUNTA DI P.S. DI RACALMUTO DEL 17.8.1820"

A.S.P. P.I.S.R.R. 5035  (OP. CIT. PAG. 187) ELEZIONE A DEPUTATO DI RACALMUTO DI DON NICOLO' SALVO.

ARCHIVIO STATO AGRIGENTO - FASC. 222 CORR. DIVERSE 1820-22 (OP. CIT. PAG. 187) " RELAZIONE DEL 5.11.1820 DELL'INTENDENTE DI GIRGENTI AL LUOG. GEN. DI MESSINA SU RACALMUTO"

A.S.P. - I.R.S.R. 5035 (OP. CIT. PAG. 191) "EPISODIO DATATO 5.7.1827 RIFIUTO DI ARRESTARE DON RAFFAELE ACCAPUTO"

ARCH. STATO AGRIGENTO - 4 - 225 CORRISPONDENZA DIVERSA 1833-43 (O.P. P. 192) " RIMPROVERO A MASTRO GAETANO CAPITANO, ARCANGELO FICHERA E LEONARDO PALMIERI DEL 24 FEBBRAIO 1840"

ARCH. STATO AGRIGENTO - FASC. 222 C. d. 1820-1837 (OP. IBIDEM) "LETTERA DEL GIUDICE BAERI"

ARCH. STATO AGRIGENTRTO - 4 - 454 OP. PUBBLICHE COMUNALI - "ASTA AGGIUDICATA A M. MICHELE MARTORANA" (O. C. PAG. 192).

ARCH. STATO AGRIGENTO - 4 - 372 ASSOCIAZIONI 1843 - 49 (PAG. 197 O. C.) 13 DICEMBRE 1842 - SINDACO DON GIUSEPPE FARRAUTO

A.S. AGR. 4 - 94 - 95 (PAG. 215) 23 MARZO 1848

A.S. AGR. 4 - 226 - 1848 1849 (O.C. PAG. 217)  "5 APRILE DEL 1848 GIUSEPPE CASTIGLIONE AVANZA RICHIESTA DI PENSIONE PER LA SCIOPPETTATA DEI VASSALLO"

A.S.A. 4 - 94 CORR. DIV. 1848-49 (OP. CIT. PAG. 218 E APPENDICE N. 8)

ASA 4 - 95  (OP. C. P. 221) " CASINO DI COMPAGNIA

ASA 4 - 95 E 454 - (P. 221) SINDACO SAVATTERI - PITTORE SALVATORE PROVINZANO -  NEL 1852 VENNE APPLICATA LA TASSA RADIALE - ELENCO NOMINATIVO DI 55 FIRMATARI (OP. CIT. P. 223 NOTA)

 

ASA 4 - 120 - 121 (OP. CIT. PAG. 239) 10 APRILE 1860 LETTERA SU UNAùSERRATA DEGLI INDUSTRIALI DI ZOLFO DI RACALMUTO  (VEDI ANCHE PAGINE SUCCESSIVE)

 

ASA - 32 - 277 E 337 (PAG. 258) SUL SINDACO GRILO E SU SERAFINO MESSANA NUOVO SINDACO -

ASA- 32 - 20  (PAG. 260) ELENCO CONVENTI DEL SINDACO GRILLO DEL LUGLIO 1866

ASA 32 - 537 ARCHITETTO SCIASCIA (P. 262)

ASA 18 - 25 ELETTORI RACALMUTO (IBIDEM)

ASA 18 - 23 - 1868 LOGGIA MASSONICA DI GIOACCHINO SAVATTERI (IBIDEM)

ASA 18 - 23 - P.S. 1870 SUI TRE PARTITI DI RACALMUTO (PAG. 264)

ASA 18 - 24 17 SETTEMBRE 1869 INDIVIDUI INFLUENTI (P. 264)

ASA 32 - 338 ... ILLUMINAZIONE A FANTAUZZO E 1885 TAVELLI E BELLONI PITTORI

ASA 31 - 1 ... MULINI AD ACQUA SCIME', FALCONE, BURRUANO

ASA 32 - 537 ... TASSA SUI CANI (PAG. 268) E 338 BURRONE S. GREGORIO (IBIDEM)

ASA 32 - 186 GOZZOVIGLIE IN CASA MATRONA (P. 269)

ASA 32 - 537 - 18 MAGGIO 1875 TOMBA FAMIGLIA TULUMELLO-MESSANA (P. 271)

ASA 18 - 26 - 9 PARTITI AVANZATI (P. 273)

ASA  PAG. 18 FASC. 26 CAT. 9 PARTITI AVANZATI (PAG. 275)

ASA 18 - 24 LUGLIO 1873 ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LAVORATORI (PAG. 276)

ASA 18- 26 - 9 PARTITI AVANZATI (TELEGRAMMA GARIBALDI CONTRO NALBONE) (PAG. 277)

 ASA CAT. 18 FASC. 44 (41) (OP. CIT. PAG. 279) " 15 SETTEMBRE 1875 . DUELLO MATRONA-TULUMELLO

ASA 32 - 332 MUTUO SOCCORSO (P. 285)

ASA 32 - 338 - PICCIONE CALOGERA

ASA 32 - 5 - 539 - CONVENTO S. FRANCESCO

ASA 32 - 5 - 539 ROCORSO SACERRDOTI (OP. CIT. P. 288)

ASA 32 - 338 - PIAZZA DEL MUNICIPIO (P. 289)

ASA 32 - 537 OPERE LIRICHE

ASA CAT. 18 - 44 - NOTA DEL DELEGATO P.S. MATRONA-SCIBETTA (PAG. 290)

ASA 31-1 ECONOMIA CIVICA

ASA 32 338 - MATRONA - OPERE PUBBLICHE -(PAG. 293)

 

ASA 46 - 506 23 AGOSTO 1884 SAVATTERI MASTRANZA PER 80 M. AL CIMITERO (PAG. 296)

ASA 32 - 537 (PAG. 316) - LAORI SAVATTERI

ASA 32 - 737 (?) - ATTENTATO ON. FILI'

 

ARCHIVIO DI STATO DI AGRIGENTO

Consultazione del luglio 1993

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Inventario n. 18 - fascicolo n. 42

 

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Prefettura di Girgenti - 31 - anno 1873 prot. gen. 419 - cat. 9 - marzo

 

TITOLO DELL'AFFARE - RACALMUTO: SOCIETA' OPERAIA.

DOCUMENTO N. 1

ufficio di Sicurezza Pubblica n. 253 - risposta a nota n. 1532 del 16 giugno - Gab. - OGGETTO: Società operaje e clericali in Racalmuto.

Alligati 3

Ill.mo Signor Prefetto di Girgenti.

 

Racalmuto 11 luglio 1873

 

Non avendo il sottoscritto trovato in quest'Ufficio la precedente pratica che riguarda la statistica trimestrale delle Società Operaie, e altre, esistenti in questo Mandamento, così onde adiempiere all'incarico ricevuto da codesta Onorevole Prefettura, col foglio a margine, ha dovuto con non lievi ostacoli richiamare l'elenco nominativo dei Socii di mutuo soccorso degli operaj, ch'esiste in Racalmuto, insieme al relativo Statuto, che col presente invia alla S. V. Ill.ma, pel dippiù di risulta.

La cennata Società è composta di elemento operaio della classe più aggiata, e d'irreprensibile condotta, non rappresenta alcun colore politico, e la sua esistenza, ove per l'avvenire continuasse in vita, non costituirebbe un pericolo per l'ordine pubblico, mentre è ben vista dal colore progressista.

I mezzi di cui ha disposto, sono la contribuzione mensile, che i socii han pagato.

Il Preside si è tal Tinebra Vincenzo, Cassiere Sferrazza Salvatore, Segretario Orcel Giuseppe.

Sul proposito quest'Ufficio deve informare la R. Prefettura, che la menzionata Società, se non trovasi sciolta di diritto, lo è di fatto per taluni dissidj avvenuti fra i socii, in una ultima riunione, e perciò pel momento si ritiene come non esistente.

Si trasmette ben pure un elenco nominativo degli affigliati alla nuova Congrega Clericale sotto il titolo dell'Immacolata che non ha guari istituì in Racalmuto, nella chiesa di Santa Chiara, il purtroppo noto ex Gesuita, Padre Nalbone, oggetto del rapporto di quest'Ufficio, 25 Giugno pp. n. 224, e ciò perchè la prelodataPrefettura ne abbia conoscenza.

I componenti tale Congrega la maggior parte sono massa ignorante, che forse di buona fede, furono tratti dal Nalbone sotto ilpretesto religioso, e cerca di tirarli ad un suo partito, vi sono pochi civili di principj clericali.

La esistenza della cennata Congrega sotto la direzione di quell'uomo, a tutti noto, col tempo potrebbe divenir pericolosa al paese, e la classe liberale, e pensante soffre di mal'animo tale nuova istituzione.

L'Ufficiale di P. S. in missione

Luigi Macaluso.

 

Documento n. 2

(Minuta del 10/8/1873) [Annotazioni: Nalbone - Elezioni Comunali - ???]

N. 1532 - Prot. N. 773 - Gab. del 7 agosto 1873 - SOCIETA' OPERAJA DI RACALMUTO - Minuta dell'interno Gab. Roma

 

La società operaja e mutuo soccorso di Racalmuto veniva istituita alli 6 gennaio1873, e della stessa tenni già informato il Ministro nella statistica del 1° trimestre ora scorso.

Nel suo nascere non spiegò tendenze politiche, limitandosi a provvedere al bene dei socii coll'istruzione, col lavoro, col mutuo soccorso. Taluni dei socii cercarono farla divergere dalo scopo per cui fu costituita, insinuando messime reppublicane, altri internazionaliste, altri clericali; cosiché fini con sciogliersi pei dissensi avvenuti fra i soci.

I promotori però, visto che tal padre Nalbone ex gesuita approffitando dei malumori cercava fare entrare nel seno della società da lui istituita sotto la denominazione Società dell'Immacolatataluni dei socii,  adoperarono tutta la loro influenza e la ricostituirono eliminando però tutto l'elemento clericale. Fu in tale occasione che inviarono il telegramma al generale Garibaldi che rispose col seguente

...... (????)

Avuta la certezza che il padre Nalbone colle sue insinuazioni poteva essere di pericolo all'ordine e sicurezza di Racalmuto l'ho invitato a presentarsi a me, e gli ho ingiunto di allontanarsi da detto mandamento, al che egli aderì di buon grado, promettendo di non più ritornarvi e così le cose tornarono nel primitivo stato, e pel momento nulla havvi a temere per l'ordine pubblico di quel paese in cui continuo a mantenere la più attiva vigilanza.

Il Prefetto

[N.B.: Questa prima versione della minuta risulta cancellata. Segue il docucemto che si riporta che forse è però un seguito. n.d.r.]

 

 

In tale frattempo avvennero le elezioni amministrative; ed il partito clericale non lasciò nessun mezzo intentato per fare riuscire i suoi candidati sia al consiglio provinciale che comunale. Accorse in Racalmuto in tale circostanza il gesuita padre Nalbone Giuseppe, il quale tenendo delle congreghe tanto in casa sua che in chiesa a porte chiuse ed in ore avanzate, fece ogni sforzo affinché le lezioni sortissero a favore del partito clericale, ciò che diede luogo a reclami ed a dimostrazioni che, stante l'attiva vigilanza esercitata, non ebbero conseguenze di sorta.

Il Nalbone non pago delle tante brighe che avea fatte nelle elezioni che non gli furono punto favorevoli, pensò istituire in Racalmuto una società sotto il nome di M. Immacolata, raccogliendo in seno della stessa tutto l'elemento più ignorante del paese all'infuori di pochi civili, come il Ministero potrà rilevare dalla statistica che ho rassegnata colla riservata 8 agosto.

Per contraccolpo a questa istituzione clericale i promotori della società operaia dopo la vittoria delle elezioni, non trovarono di meglio che ricostituirlo proclamando a presidente onorario il Generale Garibaldi che rispose col seguente telegramma

                                               ritrascrivere

Intanto continuando i reclami contro il padre Nalbone che con ogni mezzo ed artifizio cercava  infondere le sue massime in quella popolazione che mal lo soffriva, a segno che si aveano a temere serie conseguenze, ho fatto in modo che il Nalbone si presentasse a me, e l'ho persuaso ad abbandonare la residenza di Racalmuto pel bene dell'ordine pubblico. Egli vi aderì e difatti venne tosto a stabilirsi a Girgenti.

Così cessarono colà i malumori, e pel momento posso assicurare il ministro che nulla si ha da temere per l'ordine pubblico di quel paese sul quale però faccio mantenere continua ed attiva vigilanza.

 

Prefettura di Girgenti - 31 - anno 1873 prot. gen. 419 - cat. 9 - marzo

FASCICOL. N. 31

 

TITOLO DELL'AFFARE - RACALMUTO: SOCIETA' OPERAIA.

MINISTERO DELL'INTERNO

Gabinetto - 6773 - Società Operaia di Racalmuto /Girgenti/

Ill.mo Sig. Prefetto di Girgenti

 

Roma 7 agosto 1873

Riservata 10

 

 

Dalla Stazione Telegrafica del Comune di Racalmuto, il giorno 4. corrente, è stato spedito, dal Presidente di quella Società Operaia, Giuseppe Romani, al Generale Garibaldi in Caprera, un telegramma del tenor seguente:

"Ricostituitasi questa Società Operaia dopo lotta accanita molti gesuitanti, vi eleggeremo /giorno 3/ Presidente Onorario. Valga vostro nome, una vostra parola tenerci saldi sulla breccia contro nemici tutta umanità"

Prego la S.V. di darmi riservate informazioni sulla cennata società, sulle persone che la compongono e sullo scopo palese e reccondito che la medesima si prefigge.

IL MINISTRO

(firma illeggibile)

MINISTERO DELL'INTERNO

Gabinetto - 7003 - Società Operaia di Racalmuto

Ill.mo Sig. Prefetto di Girgenti

 

 

Roma 18 agosto 1873

Riservata 22 - n. 1592

 

Le dò atto e la ringrazio delle notizie che mi ha fornito sulla Società Operaia di Racalmuto; e quando in seno o per opera della medesima succedesse qualcosa degna dell'attenzione del Governo, gradirò di esserne informato.

p. IL MINISTRO

(firma illeggibile)

 

 

 

* * *

 

                                

R. PREFETTURA DI GIRGENTI

n. 419 sub 1\6\75

Esposto dei soci del Mutuo Soccorso di Racalmuto, del 31 maggio 1875

 

Al Signor Prefetto della Provincia di

Girgenti

 

Signore

 

I sottoscritti componenti il Consiglio direttivo della Società del Mutuo Soccorso degli Operai di Racalmuto, rassegnano alla S.V. Ill.ma quanto siegue.

La detta Società tende ad affratellare la classe lavoratrice pel migliotamento  morale e materiale della classe stessa; fondata sin dal Gennaro 1873 con l'ausilio  dei Signori fratelli Gaspare e Napoleone Matrona, il primo attualmente Sindaco di questa Comune, ed il secondo fu quegli che il giorno dell'impianto della società pubblicò gli articolati dello statuto per approvarsi, e diresse il tutto.

La Società, dopo un poco elasso di tempo, eleggeva a socii onorario i predetti Signori Matrona, i quali ne significarono con lettera la loro accettazione. Le relazioni tra il Signor Sindaco e la Società divennero or mai più strette, tanto vero, che in tutte le feste Nazionali e religiose, ove assisteva il Municipio, la Società era sempre invitata per assistere parimenti a quelle solennità.

Lo mentre la Società era ligia ai voleri del Sindaco e volentieri obbediva a tutti gli inviti dello stesso; la Società era progressista e tendente all'ordine; onesti e liberali erano tutti coloro che la componevano; se ne encomiava la condotta; si plaudivano tutte le sue operazioni, tutto era armonia e serenità.. Quando, giorni sono, l'inaspettato scoppio di un fulmine in ciel sereno, venne a spezzare le relazioni tra il Sindaco e la Società, a disturbare l'armonia che li univa e ad abbuiare lo splendore che rischiarava il tanto bene che si operava dalla stessa. La si fu l'arrivo di un numero del Giornale intitolato Don Bucefalo, che conteneva un articolo a carico del ridetto Sindaco, che la Società dietro di aver udito la lettura in pubblica assemblea ( per come suole usarsi di tutti i giornali diretti alla Società) l'assemblea medesima non sen incaricò e passò a trattare delle faccende proprie.

Il Sindaco non si acquetò a codesto diportamento indifferente della Società, volea tirare bracia alla sua pasta con le mani attrici, e fece sentire a certi socii a lui dipendenti, che proponessero ed invogliassero la Società a rispondere in contrario a quanto diceva il giornale. I Socii che si ebbero questo incarico fecero noto all'assemblea, che era piacere del Sindaco, che la Società si incaricasse dell'articolo in di lui carico e che si accingesse a smentirlo; al che la Società peritosa sul da fare, adottò la norma che la stessa siegue tutte le volte che un socio viene accusato nella condotta; e cioè d'invitare il Socio accusato per legitimarsi in faccia della Società infra un termine, sotto pena di venire cancellato, e così fece. Deliberò che il Sig.r Gaspare Matrona come socio venisse a legitimarsi infra sessanta giorni del carico che l'articolo gli addebita.= Cotesto deliberato fece montare nelle furie il detto Signor Matrona, e concepì in cuor suo il disegno di vendicarsi a qualunque costo e di fare sciogliere la Società. Ed in effetti non indugiò tanto a far vedere i preludii; la sera del 28 spirante Maggio, quando il consiglio era riunito, il Signor Napoleone Matrona si portò nell'ufficio della Società, ed appena giunto si fece lecito bistrattare con ingiuriose parole pronunziate con indicibile acrimonia contra gli assembrati, tanto che quei buoni operai riuniti rimasero di sasso; chiese conto dell'operato alla Società in riguardo all'articolo di cui è parola, e letto una proposta fatta da un socio in proposito, che invitava l'assemblea a prendere in considerazione quell'articolo a carico del Socio Gaspare Matrona, disse altre obbrobriose parole per la società, ed invitando il consiglio a cancellarlo di socio unitamente al di lui fratello Sig.r Gaspare, si appaltò.= Poco dopo di questa scena, si videro presentare il Delegato di sicurezza pubblica accompagnato da due reali carabinieri, chidendo la consegna del pezzo di carta ove era scritta la predetta proposta. Gli assembrati gliela esibirono immantinenti, ed il delegato se la portò con se.

Le diatribe e garralità che si sparsero, l'indomani, contro la Società, sono indicibili Onorevole Sig.r Prefetto. Essa viene dipinta come una associazione d'internazionalisti, come una banda di briganti; composta da gente di galera e simili, tanto che han messo in allarme le famiglie dei socii; ognuno crede arrivata l'ora di venire arrestato; di essere mandato in esilio o a domicilio coatto; insomma si crede essere in quei tempi del medio evo, che fece esclamare dal divino Alighieri.

O fortunati! E ciascuna era certa

della sua sepoltura.

Ecco Signor Prefetto, perché i supplicanti si rivolgono alla di Lei giustizia, onde non dare credito a tutto quanto Le potranno esporre avverso detta Società; mentre il fatto genuino è quanto si espone, e potrà informarsi da onesti cittadini del Paese.

Racalmuto lì 31 maggio 1875.

Falletta Calogero - Romano Calogero

Salvatore Scimè - Lumia Gaetano

Agrò Rosario - Rossello Giovanni

Giuseppe Romano.

 

PREFETTURA DI GIRGENTI

 

REGNO D'ITALIA

MINISTERO dell'INTERNO

SEGRETARIATO GENERALE

DIV. 2^ SEZ. Gabinetto

N. 3296

oggetto: Circolare della Società di mutuo soccorso di Racalmuto.

Signor Prefetto di Girgenti

/ n. 418 gab. 10/7/75 al Sig. Delegato S.P. di Racalmuto/

 

Roma, addi 7 Luglio 1985

Dalla Società si mutuo soccorso di Racalmuto è stata diramata la circolare di cui trasmetto copia alla S.a V.a per le necessarie disposizioni di vigilanza, e per quei provvedimenti che riterrete opportuno  di adottare.

p IL MINISTRO.

(firma illeggibile)

/nella stessa lettera del Ministro, viene aggiunto di pugno del prefetto per il delegato di S.P. di Racalmuto questo codicillo:

"Vorrà poi manifestarmi il motivo per cui ha omesso di informarmi della diramazione di tale circolare, e della trasmissione di una copia della medesima"./

In allegato la copia che così recita:

 

Società Mutuo soccorso degli Operai di Racalmuto - provincia di Girgenti.

CIRCOLARE

Soci Onorari

Maurizio Quadrio

SAFFI Aurelio

Campanella Federico

 Presidente Onorario

GARIBALDI

----------------

RECALMUTO

 

PREFETTURA DI GIRGENTI - N. 419 LUGLIO - Girgenti 13\5\76 - riservata  minuta Oggetto: Reclamo della Società degli Operai di Racalmuto.

 

Girgenti 13 maggio 1976

 Signor Delegato di P.S.

Racalmuto.

 

La Presidenza della Società di mutuo soccorso degli Operai di Racalmuto ha diretto a S.E. il Ministro dello Interno l'unito memoria le contenente addebiti contro codesto Municipio e specialmente contro il Sindaco il quale, si dice, osteggi ed attraversi in tutti i modi quella Società.

Io trasmetto il reclamo a V. S. affinché assuma le più accurate informazioni sulla verità dei fatti esposti e me ne riferisca categoricamente e imparzialmente il risultato insieme alla restituzione del comunicato dovendo farlo obietto di un rapporto al Ministro.

IL PREFETTO

(firma illeggibile)

 

 

R. PREFETTURA DI GIRGENTI - Div. Gabinetto - n. 419 - Urgente -  Oggetto: Sollecitazioni per affari in ritardo - Al Signor Delegato P.S. di RACALMUTO

 

Girgenti 9 giugno 1876

 

Prego la S.V. trasmettere con tutta sollecitudine al mio foglio del 13 n. ° 1° maggio numero pari alla presente insieme al quale trasmettere un ricorso del Presidente di codesta Società di mutuo soccorso rivolto al Ministero Interni. IL PREFETTO.

DELEGAZIONE DI PUBBLICA SICUREZZA IN RACALMUTO - N.  157 - Riscontro alla Nota N. 419 Gabinetto, del 9 Giugno 1876 - OGGETTO: Intorno al ricorso della Società di mutuo soccorso degli operai, in Racalmuto.

Ill.mo Signore Signor Prefetto della Provincia di Girgdenti.

 

Racalmuto addì 11 giugno 1876.

 

In riscontro alla riverita nota a margine citata, colla quale mi si sollecitano le informazioni sul ricorso in oggetto indicato, mi faccio un dovere significare alla S.V. Ill.ma, che non più tardi di giovedì prossimo, 15 corrente mese, Le farò pervenire le suddette informazioni col ritorno del ricorso di cui si tratta, non potendolo far prima mancandomi ancora qualche notizia. - IL DELEGATO (A. COPPETELLI).

 

 

 

DELEGAZIONE DI PUBBLICA SICUREZZA IN RACALMUTO - N.  157 - Riscontro alla Nota N. 419 Gabinetto, del 13 Giugno 1876 - OGGETTO: Intorno al reclamo della Società di mutuo soccorso degli operai, in Racalmuto.

Ill.mo Signore Signor Prefetto della Provincia di Girgdenti.

 

Racalmuto addì 14 giugno 1876.

 

Prima ch'io imprenda ad informare la S.V. Ill.ma sulle cose esposte nel reclamo della Società, in oggetto indicata, non sarà inutile lo accennare alle fasi, che subirono i partiti Minicipali, in Racalmuto, a datare dall'anno 1860 a tutt'oggi.

Anteriormente alla rivoluzione dell'anno 1860, primeggiava in Racalmuto la famiglia Farrauto, e pel prestigio, che esercitava su questa popolazione detta famiglia, sebbene di principii alquanto retrogradi, continuò pure ad avere ogni ingerenza in questa Amministrazione Comunale, fino all'anno 1862.

Man mano che la famiglia Farrauto, dall'anno 1860 all'anno 1862, era andata perdendo di prestigio per l'opposizione, che le veniva facendo la famiglia Matrona, in allora composta di sette fratelli, la quale conoscendo che vi sarebbe stato il suo tornaconto a secondare il governo nazionale già instaurato anche in queste provincie, cercava di entrare a far parte di questa Amministrazione Comunale. E da quì incominciarono i rancori e gli odii tra le dette due famiglie.

Il territorio del Comune di Racalmuto, come in tutti gli altri territorii dei Comuni di Sicilia, nell'anno 1862, era scorazzato dalle bande dei renitenti e dei disertori delle due classi di leva militare degli anni 1860 e 1861, ed a queste unitisi i latitanti per reati comuni, nel settembre 1862, invasero questo paese commettendo atti vandalici, che non è mestieri ch'io rammenti alla S.V. Ill.ma.

 

Non potrei dire con certezza, se per quella influenza, che ancora esercitava la famiglia Farrauto o per qual altra ragione, il Comandante della truppa, che venne spedito in Racalmuto, per quella circostanza, fece eseguire l'arresto dei fratelli Matrona, come ritenuti complici nei fatti del Settembre 1862.- Ma chiarita presto la loro innocenza, vennero quasi subito lasciati liberi. In proseguo poi vennero arrestati taluni della famiglia Farrauto, e qualche aderente di quella, per lo stesso titolo pel quale furono arrestati i Matrona. Anche questi ultimi arrestati, dopo un lungo tempo, vennero ridonati a libertà, perchè quanto loro si attribuiva, non potè essere provato nelle vie giudiziarie.

In appresso le due famiglie Matrona e Ferrauto vennero tra loro a conciliazione, e per tal modo, ben presto riuscirono ad acquistare, in Racalmuto una certa supremazia, da riuscire cosa facile l'entrare a far parte di questa Amministrazione Comunale insieme ad altri loro aderenti, ciò che continuò ad essere fino a tutt'oggi, e fino a tutto l'anno 1874 senza incontrare ostacolo di sorta, se si eccettuano le guerricciole e gli screzii, che si andavano manifestando tra il partito Matrona, che così chiameremo sin d'ora, e l'altro che andava accentuandosi, capitanato dal Barone Sig.r Luigi Tulumello, giovine di qualche ingegno, e ricco per censo, ma di poca esperienza nelle vicende dei partiti sì politici, che amministrativi.

Questi screzi si andavano manifestando per la ragione, che in paese si facevano serpeggiare dei lamenti contro l'Amministrazione Comunale, per la gravezza delle imposte comunali.

Le cose andiedero prendendo più vaste proporzioni, nei primi mesi dell'anno 1875, ed allorquando per altre piccole differenze sorte tra i socii dell'unico Casino di Compagnia, di cui facevano parte quasi tutti i civili di Racalmuto, senza distinzione di colore tanto politico, quanto amministrativo, una porzione di detti socii, aderenti al partito del Tulumello, tra i quali il Sig.r Giuseppe Matrona fratello dell'attuale Sindaco, si staccarono da detto Casino di Compagnia, e ne fondarono un'altro, che ora conta una quantità abbastanza rilevante di socii.- Quì le ire e gli odii tra questi due partiti si accrebbero e ne nacque una completa rottura.

Intanto si avvicinavano le elezioni parziali amministrative dell'anno 1875, ed ognuno dei due partiti si adoperava per riportare la vittoria a proprio favore.

In questo stato di cose, oltrecché gli animi erano esacerbati; un proclama datato da Racalmuto, e pubblicato nel giornale, che viene in luce a Palermo, L'Amico del Popolo, venne ad aggiungere fiamma a fiamma. Perchè poi la S.V.Ill.ma ossa apprezzare la sostanza di quel proclama, sebbene io sia persuaso, che non le giungerà nuovo, pure quì unito glielo trasmetto contenuto nel suddetto Giornale, come pure unisco altri due giornali nei quali trovansi le repliche a quel proclama.

Le Elezioni Amministrative ebbero il loro compimento, e riuscirono in senso favorevole al partito del Matrona.

Questo proclama ebbe per conseguenza una sfida a duello, sfida che faceva l'attuale Sindaco Sig.r Cavalier Gaspare Matrona al Barone Sig.r Luigi Tulumello, creduto dapprima autore di quel proclama. Quel duello poi non ebbe il suo effetto, poichè rimase sospeso dopo essersi ricorso allo espediente di un giurì d'onore, di cui io non conosco il vero tenore, non essendomi riuscito di trovarne un'esemplare.

In quella circostanza il Sindaco Sig.r Matrona, a mezzo dei suoi aderenti, fece sentire alla Società di mutuo soccorso degli Operai in Racalmuto, che sarebbe stato suo compito smentire per le stampe le cose contenute in quel proclama a carico dello stesso Sindaco e dell'intera Rappresentanza Comunale. Detta Società anziché aderire a quella proposta, fece come suo quel proclama, e quindi la Società stessa invitò il Sig.r Sindaco Matrona, come socio onorario a giustificarsi delle accuse, che gli erano state fatte per quel proclama.

Questo procedere della Società Operaia diede luogo ad una scena, che in seno alla Società stessa fece il Sig.r Matrona Napoleone altro fratello del lodato Sig. Sindaco. La scena fu questa: il medesimo Sig.r Napoleone Matrona recatosi alla sede della Società ov'erano radunati i socii, o furono fatti radunare a bella posta, e colà appostrofò con termini non troppo convenienti i socii, che vi si trovavano, facendoli aspra rampogna di quanto avevano operato verso il fratello di lui Gaspare Matrona.

E quì non sarà fuor di proposito lo accennare al nascere e allo sviluppo, che ebbe la Società Operaja in Racalmuto, e qual è al presente.

Istituita detta Società nell'anno 1873, e messo fuori il suo programma, buona parte di questa cittadinanza vi si associò, tal che il numero dei socii, in breve tempo, divenne abbastanza rilevante. Però dopo il fatto sovra esposto, molti socii del partito del Matrona non vollero più appartenere a detta Società, ed in quella vece vi entrarono parecchi soggetti, che per la loro moralità e tristi precedenti, come si dirà in appresso, non le fa troppo onore, tal che al presente la Società non conta, che il meschino numero di ottatre socii, compresi i socii onorari.

Intanto il partito del Tulumello colse questa favorevole circostanza per maggiormente far la guerra all'attuale Amministrazione Comunale, incoraggiando la Società  Operaia ad agire anche col mezzo della stampa per raggiungere lo scopo qual era ed è di abbattere detta Amministrazione.

I socii onorari Piccone Ignazio, Picone Giuseppe, e parecchi altri furono quelli che stigmatizzarono la Società Operaja nel suo nascere, propalando in paese, che chi vi associava era scomunicato; che la Società Operaja era una istituzione detestabile, e che non era opera di buon cittadino lo appartenervi.

Dicevasi questo perchè, allorchè fu istituita detta Società, questa era sotto gli auspicii del Municipio; ma in contrario di quanto dicevano allora, ora appartengono alla stessa Società per far guerra al Municipio.

Tolti Garibaldi, Campanella, Saffi e Floretta che nulla sanno dello scopo e del personale della Società, e tolti pure Savatteri Calogero, Romano Salvatore, Tulumello Luigi, Picone Marco, Mendola Calogero, Travale Antonino, Presti Giuseppe e Tinebra Salvatore, che trovansi nella Società, chi per solo spirito di opposizione, e chi per idee più o meno spinte, pel resto però detta Società, in sè, ha degli elementi non troppo buoni, come facilmente si desume dai cenni biografici di quattordici di coloro che ne fanno parte, e sono i seguenti:

1° S c i b e t t a  Salvatore è autore dell'assassinio commesso a danno di Sicorella Salvatore, e sotto tale imputazione fu per molto tempo in carcere; e poscia per la sua scaltrezza venne prosciolto da quella imputazione denunziando altri, e facendosi chiamare come testimonio. E questi è il Presidente della Società di mutuo soccorso degli Operai di Racalmuto.

2° R o s s e l l o  Giovanni, fu imputato di omicidio mancato, in danno di Calogero Scimè; e non saprei dire con certezza se ne riportò condanna.

3° M a r c h e s e   Giuseppe Primo, è uomo di carattere, irrequieto, ed abitualmente ubriaco.

4° L u m i a   Gaetano,è persona che gode pesima fama in Racalmuto; ma però non si conoscono precedenti, che stiano a suo carico.

5° G r i l l o   Giuseppe figura nel novero degli ammoniti di questo Comune.

6° F a r r a u t o   Angelo riportò condanna per omicidio mancato in danno di Rocca Calogero.

7° G i a r d i n a  Pietro, ammonitofu imputato di tentata estorsione di denaro mediante lettera minatoria diretta a Pinò Nicolò.

8° B e l l a v i a  Elia, vecchio camorrista, e molto tempo indietro fu anche sorvegliato.

9° L i c a t a  Nicolò, è persona ritenuta capace di commettere furti di destrezza.

10° S c i m è Salvatore, nel 1860, in Bonpensieri con altri compagni disarmarono molti cittadini, appropriandosi le armi, e nel 1861 fu uno dei presunti autori dell'assassinio in persona di Santo Cino Chillici.

11° F e r r a u t o   Vincenzo ha delle imputazioni, di cui ancora non si conosce l'esito.

12 G i a n c a n i Luigi è stato più volte carcerato per varie imputazioni dalle quali riuscì ad essere prosciolto.

13 P a l u m b o Angelo viene ritenuto un tristissimo soggetto, ma non si conoscono precedenti, che stiano a suo carico.

14 P a l u m b o   Antonino, come al N. 13.

Tutti gli altri socii, salve pochissime eccezioni, appartengono all'infima classe dei zolfataj, oltrecché non godano veruna fiducia in paese.

Questa Società però, almeno pel tempo in cui io mitrovo in Racalmuto, non ha dato luogo a verun rilievo sul conto suo; avendo dovuto soltanto osservare che, con quella pacatezza e disinvoltura accompagnata da un certo sussiego, con cui nel giorno 10 ultimo scorso Maggio si recò al Cimitero Comunale per rendere osservanza alla memoria di Giuseppe Mazzini, del pari il giovedì santo di quest'anno si portò alla visita dei Santi Sepolcri nelle varie chiese di Racalmuto, con alla testa la banda musicale e la bandiera della Società.

Tutto ciò premesso, ora imprenderò a riferire intorno agli adebiti, che si fanno nel reclamo della Società Operaja di Racalmuto, a carico dell'attuale Amministrazione Comunale.

Quel reclamo incomincia dal dire, che questo Municipio fa ogni sforzo per disperdere la Società Operaja. A questo proposito io non ho potuto rilevare altro, se non, che l'attuale Amministrazione Comunale, non è amica della Società Operaia, del resto poi non si conoscono fatti, che per parte di questo Municipio si faccia ogni sforzo per disperdere, come dice il ricorso, detta Società.

Sullo stesso proposito, in altro punto di quel reclamo si accenna all'aver dovuto chiamare l'attuale Sindaco a discolparsi come socio onorario. In questo punto il ricorso vuole riferirsi su quanto ha relazione al proclama di cui ho riferito di sopra, cioè quando la Società venne invitata a combattere quel proclama, ed invece se lo fece suo. Dopo questo fatto, sussiste che il partito del Matrona cercò ed ottenne di far ritirare molti socii da detta Società, altri però si fecero cancellare di propria iniziativa. Ma però inutilmente ebbi a far pratiche per appurare, che si fossero posti in opera i mezzi a cui accenna il reclamo per far ritirare dalla Società i detti socii.

Ciò che sussiste in realtà, si è che il Delegato Sig. Macaluso si recò alla sede della Società, non saprei precisare con qual pretesto, e dagli atti ivi esistenti, sottrasse tutte le carte, che si riferivano alla vertenza passata tra il Sig.r Sindaco Cavalier Matrona, come socio onorario, e la Società stessa.

Continua quel reclamo sempre allo stesso proposito, e dice, che dallo stesso Municipio si tentò per varie volte e per mendicati pretesti di sfrattare la Società dalla Sala, che  dallo stesso Municipio gratuitamente gli fu concessa per le ordinarie riunioni. A quanto mi è risultato, il Municipio, su questo particolare, altro non fece, se non invitare per iscritto il mio predecessore a chiamare il Presidente della Società operaja per esortarlo a consegnare la chiave della detta Sala, perché il Municipio abbisognava di quel locale per collocarvi il Distaccamento di Fanteria, ma il medesimo Presidente essensodi rifiutato di ciò fare, le cose restarono quali erano, e più non se ne parlò.

Finalmente in quel ricorso è detto, e sempre a proposito che il Municipio cerca di disperdere quella Società, che si negano le licenze di porto d'armi ad integerimi cittadini, che appartengono alla Società Operaja, e che i relativi incarti giaciono polverosi sugli scaffali municipali. Questo molti lovanno ripetendo, ma è tale un fatto da non potersi credere, poiché gli aventi interesse, se non vogliono ricorrere alla Superiorità per conseguire il permesso di porto d'armi, o almeno perché la relativa pratica avesse il suo corso, io sono certo che avrebbero già ricorso per ottenere la restituzione del vaglia postale, che insieme ai documenti presentati vi si dovrebbe trovare il vaglia postale per l'ammontare della tassa stabilita in £. 6=60, per ogni permesso di porto d'armi.

Aggiungerò poi, che tutte le investigazioni  fatte in proposito riuscirono in senso affatto negativo.

Inoltre in detto ricorso si accenna alle violenze che si esercitano alla vigilia delle Elezioni Amministrative. Su questo particolare a quanto ho potuto appurare, mi è risultato, che il partito Matrona ha in tali circostanze cercato di riuscire nel suo intento, valendosi snche di quella influenza, che ha sempre costantemente esercitata in paese, ma non mi è riuscito di trovare un'elettore, che dichiari di aver subite violenze, ciò che il partito contrario è andato e va dicendo tuttora, e come si è esposto nel reclamo del quale si tratta.

Il medesimo ricorso accenna poi ad opere di lusso fatte dal Municipio da dilapidare le ricche entrate del paese. Intorno a questo punto tutti sanno, che l'Amministrazione Comunale spese forti somme per la costruzione della Casa Comunale, per l'annessa Caserma dei Carabinieri Reali, e per il teatro, ove tuttora si lavora per il compimento dell'opera muraria, e che richiederà non poca spesa per condurlo a compimento.

Ma a che vale ora lamentare un fatto, che può dirsi totalmente compiuto, e che riportò la sanzione del Consiglio Comunale, e quella Superiore? Certo però si è che tali opere si potevano fare con meno sfarzo, ciò che sarebbe ridondato a vantaggio di questi amministrati, poiché molte migliaia di lire si sarebbero rsparmiate.

Lo stesso si dica circa ai lamenti, che fa quel ricorso intorno alla costruzione della strada obbligatoria intercomunale Racalmuto Favara, essendo anche questo ormai un fatto compiuto ed autorizzato a forma di legge; ma che però non manca di essere gravoso a questi Amministrati, ciò che vanno ripetendo anche alcuni amici del partito Matrona, osservando che contemporaneamente  si sta costruendo altra strada pure obbligatoria tra Racalmuto e Montedoro, ciò che se è vantaggioso dal lato di veder sviluppata, e presto, la viabilità intercomunale, non è men vero, che costruendosene due ad un tempo, ciò viene ad aggravare, e non poco, il Bilancio Comunale, e per esso questi Amministrati; e perciò non mancano coloro che vanno lamentandosi della gravezza delle tasse Comunali. E da ciò che in detto ricorso si grida all'arbitrio nelle deliberazioni di questo Consiglio Comunale, ed alle flagranti violazioni della legge.

Quel reclamo finalmente accenna alla mafia nell'avvenimento del 27 Agosto 1875, come lo si chiama in detto reclamo, e segue quindi a dire, che la Società Operaja, e che la pubblica opinione e l'Autorità giudiziaria seppero rendere èpina giustizia.

In riguardo a ciò le cose passarono come appresso.

Dopo, che il novello partito del Tolumello si era più scopertamente manifestato l'anno scorso, massime per varii articoli pubblicati per i giornali, e dopo la fondazione del nuovo Casino di Compagnia, come sopra si è accennato, e finalmente dopo tutti gli altri fatti superiormente accennati che precedettero, accompagnarono e susseguirono le Elezioni Amministrative di detto anno, i componenti la Società Operaja, sembrava a quanto aseriscono gli avversari di questa e del partito del Tulumello, che facesse mostra d'imporsi all'altro partito, ciò che si volle desumere dal vedersi alcuni socii di quella Società passeggiare innanzi il vecchio Casino di Compagnia, in modo alquanto burbanzoso. Per contrapporsi a questo fatto, il partito del Matrona valendosi di un nucleo di persone dipendenti ed affezionate al partito stesso, la sera del 27 Agosto 1875, detto nucleo di persone si mise a passeggiare avanti il nuovo Casino di Compagnia, in modo di motteggiare e quasi provocare i socii di detto Casino, che colà trovavansi raunati. Di questo fatto se ne portò lamento a questo Delegato di P.a S.a Sig.r Macaluso, ma al dire di coloro che portarono tali lagnanze a quel funzionario, questi non ne avrebbe fatto verun conto, contegno questo del Delegato Sig.r Macalsuo, che si vorrebbe attribuire a troppa deferenza verso il Sindaco Sig.r Matrona Cavalier Gaspare. E siccome il fatto anzidetto sembrava essere stato stabilito doversi rinnovare la successiva sera del 28 detto mese, perciò alcuni socii del nuovo Casino, per evitare quell'inconveniente, che avrebbe potuto avere delle triste conseguenze, questa volta anziché rivolgersi al delegato di P.a S.a, si presentarono al locale Pretore, e questi fattone parola al Delegato ed al Comandante la Stazione dei Carabinieri Reali, perché cercassero di prevenire ed impedire al caso, che si rinnovasse quell'inconveniente, che avrebbe potuto compremettere l'ordine pubblico, ciò valse a scongiurare, che un tal fatto si rinnovasse la sera del 28 di detto mese.

Ed è per questo, che in quel reclamo è detto, che l'Autorità giudiziaria, e la pubblica opinione seppedro rendere piena giustizia.

Tutto quanto sopra ho esposto, non è che il risultato delle informazioni che ho potuto procurarmi da persone, che possono meritare qualche fiducia, e dico qualche fiducia, poiché è cosa assai difficile, trovare in un paese qual è Racalmuto, persone totalmente indipendenti da poter avere notizie esatte e spassionate, diviso, com'è, in due partiti, che sono formati dal ceto ristretto delle persone civili, in confronto della massa ignorante dei campagnoli e dei zolfataj, che compone la popolazione di questo Comune.

Da ultimo aggiungerò che le cose esposte nel ricorso, che quì unito ritorno alla S.V. Ill.ma, non fanno che riprodurre i sentimenti, da cui è animato il partito del Tulumello, partito, che cerca tutti i mezzi, onde vedere sciolto l'attuale Consiglio Comunale, sperando con questo mezzo di rompere l'attuale maggioranza del Consiglio stesso, senza far questione sulla scelta del Sindaco, con la veduta, come tutto giorno va ripetendo detto partito, di far economie sul Bilancio Comunale, e senza essere alieni, a queste condizioni di riconciliarsi col partito contrario, conciliazione, a parer mio, che potrebbe realizzarsi, quando a mezzo di persone autorevoli, potesse ottenersi una sincera ripacificazione tra il Sig.r Giuseppe Matrona ed i suoi fratelli; poiché una volta, che il Sig.r Giuseppe Matrona si staccasse dal suo partito, sarebbe cosa facilissima far scomparire le divisioni, che affliggono questo paese, poiché il ripetuto Sig.r Giuseppe Matrona può ritenersi il capo del partito a cui appartiene, tanto più, che il Tulumello è da parecchi mesi, che ha preso stanza in Palermo insieme alla sua famiglia, e non si sa, almeno per ora, che abbia intenzione di ritornare in Racalmuto. Certa cosa poi si è, che una più attenta e ben ordinata Amministrazione, esclusa ogni idea di personalità e di partito, potrebbe vantaggiare di molto la finanza comunale, ciò che non andrebbe disgiunto dall'utilità, che ne risentirebbero questi Amministrati, e tutto ciò non toglierebbe al Sig.r Sindaco cavalier Gaspare Matrona, tutto quel merito, che ha nell'aver rialzato le condizioni morali di questo paese, nell'aver non poco contribuito, col concorso di tutto il ceto civile, a vantaggiare le condizioni della pubblica sicurezza in questo Comune, messe in confronto, coi tempi, che precedettero la sua ingerenza nell'Amministrazione Comunale, e finalmente coll'aver cercato di rendere lustro e decoro al paese col compiere varie opere pubbliche, che i suoi predecessori avevano iniziate.

Il Delegato

A. Coppetelli



[1] ) ARCHIVIO VESCOVILE DI AGRIGENTO - REGISTRO 1798.99 (PAG. 304-305)

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