lunedì 4 aprile 2016


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"I ragazzi di Regalpetra" sul Sole 24 Ore - bella recensione di Raffaele Liucci

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Lillo Taverna Già! ma c'è anche quella mia brutta sporca e cattiva. Ma che c'entra? Non son confindustriale. magari quel decaduto foglio ecomicistico è scaduto come qui a dare spago a false fantasmatiche commerciali guerre mai esistite tra fantasiose sigle. Poi invece c'è il decaduto costume dei soliti professionisti dell'antimafia. ma di questo: top secrete: non si addice agli affari!.

Lillo Taverna E' chi può negare che Tano Savatteri abbia una penna magistrale, alato giornalista, delizioso elzevirista, intervistatore acuto sottile persino garbato. Scrisse questo libro ormai son passati quinquenni. Vi incluse un profilo su un protagonista degli anni di piombo di piazza castello a Racalmuto. Ma era un racconto triste cupo disperato di Alfredo Sole. A pensare che quell'ergastolano là di cui mio nipote torna a dire era sceccu a scuola elementare potesse nutrire sentimenti tanto teneri e soprattutto disporre di  scrittura tanto efficace c'era da strasecolare. E trasecolai. Scrissi dopo la lettura di quel "ragazzi di regalpetra” ad Alfredo Sole.  Mi rispose, intrecciammo un dialogo a distanza, me ne abbagliai sempre di più e ne ho fatto un mio figlio "selettivo". Questo ex omicida, con tre ergastoli addosso in quanto tre volte reo confesso, oggi è cinquantenne sagacemente pentito:  scrive di sé,  di un solo omicidio non sono pentito, quello commesso contro il mio vecchio io. E c'è da credergli!. Una laurea in filosofia nell'ostica università di Milano dovrebbe essere il suggello del totale tramutamento genetico del ragazzo di regalpetra che Savatteri per suoi interessi letterari ha profilato; quantum mutatus il colto pensante conoscitore del sofista  Gorgia, oggi tanto profondo da farne una tesi che fra giorni si dibatterà nell'ateneo meneghino per una corona di lauro con cui cingere la testa ormai canuta di questo ex assassino racalmutese.

Un miracolo, una palingenesi umana sociale e culturale che in qualche modo attesta che il carcere in Italia può' essere redentivo ai sensi della nostra Costituzione e non solo repressivo per la ineludibile legge del taglione di biblica concezione Un miracolo cui tutti dovremmo plaudire. Ma non se ne dà per inteso il sostituto procuratore dell'antimafia di Palermo dottore E. Ravaglioli, il giovane vincitore di concorso in Magistratura, a lauto stipendio con dilatazione economica per inesistente rischio morte e crediamo poco propenso a dimorare nella disagiata sede di Palermo.

E costui non ha neppure tempo per dare uno sguardo agli aggiornamenti infornativi sulla fine pena MAI inflitta all'ex ragazzo di regalpetra di Tano Savattaeri. E già, si sarà detto quel signor dott. Ravaglioli,  Sole Alfredo è quel Sole Alfredo degli Stiddrari in lotta mortale e criminale con i Culi Piatti così ben tratteggiati dal grande giornalista racalmutese.  E il grande giornalista ripubblica adesso tale e quale quel suo agghiacciante testo come se nulla fosse cambiato. Pertanto - classico sillogismo di certa nostra incolta magistratura,  non più adusa al diritto romano - neppure il suo triplice ergastolano Sole Alfredo è cambiato. Quindi "Nulla di nuovo, si conferma”. Il che ha determinato la perpetuazione di un sine die di un carcere duro che anticostituzionalmente dura da un quarto di secolo.

Non pensa il sensibile Tano Savatteri di essere responsabile di codesta crudeltà dei nuovi ancor più cinici  professionisti dell'antimafia? Trasse tanta gloria dal letterato Alfredo Sole. Savatteri divenne celebre ed affermato; ad Alfredo Sole ritirarono persino il vecchio trabiccolo per scrittura informatica e non gliel'hanno dato per un decennio. Ora Tano Savatteri ripubblica con successo quel suo antico parto letterario, dà appiglio a Ravaglioli di disbrigare distrattamente il suo dovere di ufficio nei confronti di questo ergastolano ostativo da 25 anni (in dispregio della Costituzione) e tranquillamente si gode gli rinverditi successi letterari nella bella veste dei tipi di MELAMPO  rimartellati acriticamente dallo storico a la page prof. Lupo dell'università di Palermo. Bella iniziativa editoriale, pessimo scherzo giocato a mio figlio selettivo Alfredo Sole

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