lunedì 29 gennaio 2018

Ammetto che appena mi addentro nella computisteria do i numeri (sballati). Ma non ritenendomi un dissennato nel rinvenire fattospecie contabili, giuridiche, penali, a scanso di sbavature numeriche, mi limito qui a riportare la scannerizzazione del foglio finale dell'ultimo bilancio della SIDIEF a firma di Mario Breglia. Mi pare evidente una devianza normativa - non è conceso ad un presidente proporre di 'non provedere alla distribuzione dei dividendi'. Qui siamo tra i privat...issimi pali e paletti del diritto commerciale. Potrà magari convenire al 'socio unico' ma obiettivamente (e direi moralmente) si finisce col ledere i diritti de terzi. In questo caso,e che razza di terzi: 138 soci del tutto estranei (meno uno) alla Banca d'Italia. Quantificare il danno può essere importante in caso di conflittualità civile o pemale. Ma l'anonima fattispecie qui si configura tutta. Anche perché gira e rigira un 'danneggiato' (naturalmente infinitesimale) sarei io, nella mia - udite, utie - qualità di socio della CSR. Non sara la mia ignota pertecipazione del 6% ma molto meno ma è la qualità che qui esonda. La quantità potrà magari avere un qualche senso se si dovesse trattare di partecipazione qualificata o meno. Denuncio l'anomalia della SIDIEF a difesa dei maltrattati pnsionati di recente sfrattati dalle case di banca o stravessati per stranissimi e indebiti recupero crediti pregressi. Pare che questo non interessi molto ai tanti sindacatini (anticostituzionali) bianchi, azzurri , gualli e persino quello sedicente rosso di Cottini, ma pare che dia fasidio anche ad ex colleghi tutti protesi a difendere microsopici interessi personali. E già! visto che ci siamo, chiedo: poteva la CSR sottoscrivere il capiale sociale, qualunque sia l'entità, della Banca padrona BI? Ammissibile statutariamente? In linea con gli scopi mutualistici che comportano non pochi benefici legali e tributari? E soprattutto nel nostro Caso non vi è un confltto di interessi? Anzi peggio: l'elusione delle norme rigorose che impediscono ad una azionare di sottoscrivere anche parzialemnte il propro capirale sociale. Certo qui vi sono diversivi e camuffamenti. ma non ditemi che la CSR sia cosa diversa della BI e non negatemi che la CSR non fallisce sol perché provvede mamma banca d'Italia. Questione un po' scabrosa di questi tempi in cui FINALMENTE la sacralità di via nazionale 91 è in discusione, non solo nelle acquietabili commissioni parlamentari, non solo nelle ire del defenestrato Renzi (che vedrete che ritorna a galla) ma nella cosciemza giuridica e civile di tanti d che non possono ammettere che l'art, 47 della Costituizione venga tradito con una viglanza tecnica di cui si 'avvale' egemenonicamente la BCE di Draghi.
Dottore valogero Taverna già ispettore capomissione della BI.
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