Gentilissima colendissima Signora Professoressa Andronico di Petralia, dall'alto dei cieli o da ovunquee Ella dovesse essere migrata approva quello che non tanto le Sue degnissime figlie ma extravagans di famigloa e intrusi maritali stanno facendo in palese discrasia dalle dignitose e rigose ultlme volontà del sommo Racamutese?
martedì 22 novembre 2016
lunedì 21 novembre 2016
sabato 19 novembre 2016
PAT (Patrizia Poce, pittrice, scultrice, artista a tutto tondo ROMANA).
Lungi dal pensare a Moravia : certo allora questa esplosiva donna dei quartieri alti di Roma era di incandescente bellezza, di lucifera avvenenza.
E dopo l'Accademia d' Arte. e dopo un ventennio di grigiori burocratici nei più cupi palazzi romani quelli, ministeriali del Fisco, eccola riprendere pennello e colori ed espodere, e spruzzare sensualità, ardori, passioni, rammarichi. rimpianti, furori.
...
Poi si acquietò. Si credette, però. invasa dalla possanza michelangiolesca e rifiutando colori e devianze oniriche, si mise a scolpire sù sui monti di Carrara.
Altra poetica, altri livori, atra passione, altra distruzione della sua possente femminilià.
A Racamuto venne una primavera. Prese argilla e mattoni e canali e parti canalari di Jachinu e C., nella formace di Scaccia, e contorse, segnò, medellò persino afrodisiache forme. Canali, maduna e pantofili caolini resi tosti e uri pe grande contura di fiamme possento. ora sono esposti al Museo Chiaramontano di Racalmuto. Spero sogno che se ne faccia degna mostra, doveroso riconoscimento, ossequio schietto e devoto.
Calogero Taverna
Altra poetica, altri livori, atra passione, altra distruzione della sua possente femminilià.
A Racamuto venne una primavera. Prese argilla e mattoni e canali e parti canalari di Jachinu e C., nella formace di Scaccia, e contorse, segnò, medellò persino afrodisiache forme. Canali, maduna e pantofili caolini resi tosti e uri pe grande contura di fiamme possento. ora sono esposti al Museo Chiaramontano di Racalmuto. Spero sogno che se ne faccia degna mostra, doveroso riconoscimento, ossequio schietto e devoto.
Calogero Taverna

giovedì 17 novembre 2016
Ecco risorgere la nobile seria corrucciata FISAC Banca di Italia. Sindacato CGIL, sindacato colto profondo. Con stile ineccepibile, con linguaggio computo qui si solleva un problema colossale: la natura giurdica della Banca d'Italia. C'è da risolvere un dilemma. Bankit non riducibile ad azienda privata ma non perciò svincolata ad ua "economicità della gestione aziendale". Purtroppo si è lasciata andare alla deriva la politica afflittiva di un Tremonti avverso la Banca d'Itala... e la Banca d'Italia oggi è stretta da lcci e laccioli inverecondi, riducibili a un soffocante binomio quello del costi/benefici. Si dibatte un referendum costituionale. Non trovo nulla che affronti un problema ìnodale per lo sviluppo economico d'Italia: cosa ne e è rimasto della rilevanza costituzionale della Banca d'italia? fisima non cerebrale. All'atto pratico ecco come oggi si dipana una di quelle più qualificate prerogative della sovranità nazionale, quella di "battere moneta". Mi diverte la consulenza legale d'oggidì della Banca di'Italia che in un mirerevole contenzioso civile sa equiparare i biglietti di banca ai titoli astratti del debito pubbico per denegare doverosi e civili concambi tra vecchi biglieti monetari e nuovi foglietti che secondo una folle visione mitteleuroepa sarebbero roba da dare in appalto. Follia assoluta che però passa indifferente a tutti questi soloni costituzionalisti che ci riempiono di ciarle da mass media, e a questi politici invero ultrapagati che in questo scabroso campo mi paiono asini fra i suoni. Laude magna alla CGIL che sola affronta un tema che coinvolge la moderna sovranità statuale del batter moneta. Calogero Taverna
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mercoledì 16 novembre 2016
Io son di Racalmuto, fiero di essere racalmutese, ma vissuto per almeno un settanennio fuori di Racalmuto. Racalmuto è un gran pese, neppure piccolissimo. Si disse, lo disse Tucidide, pensa un po? che questo borgo vitale a seguire Forsthoff, ebbe qui dimora un millennio prima della guerra di Troia. L'incerto per l'incerto ed ecco anche barbosissimi studiosi, scienziati, dire che la corona di grotticelle attorno all'inghiottitoio esistente prima che un grande zubbio facesse sprofondare l'ampio davanzle, erano tombe sicane. E da qui il mito nel mito. I sicani cacciati via dai Siculi quando invasero la piana di Catania erano divenuti d'improvviso aitanti battaglieri e pugnaci: non più quegli imberbi che a dire di Dionidi Di Aicarnasso sulla scia di Terenzio Vvarrone si erano fatti cacciare via dalle terre dell'attuale Cicolano dai Pelasgi, un nerboruto popolo capace in epoche della più profonda preistoria di levigare sassi o massi più grandi di una casa. Ogni primavera codesti prolifici Pelasgi delle radure tra il Velino e il Gran Sasso facevano festa. Quindi raccoglievano i baldi giovani nati un venttennio prima e li invitavano a sloggiare. Che andassero a far slollagiare i vicini indesiderati e negli ubertosi prati costruissero nuove città. Affascinanti racconti tramandati da millennio in millennio. A Racalmuto ebbe a nascere tal Nanà Sciascia, uomo mite e mansueto. Gran divoratore di libri. Imparò a scrivere ma non certo a far di conti e a sdoganare scritture prische in lingue non più vive. Si mise anche a parlare del suo paese, Come un bambinello delle elementari fece un bel tema su "IL MIO PAESE". E scrisse Le parrocchie di Regalpetra.. Non amava Racalmuto. Lo odiava. Ai tempi di Galleria aveva detto: odio questo paese, lo odio con tutte le mie forze. Forse quando sarò veccho mi sembrerà come un presepe per quelle brutte case che scivolano giù sino all'umida Fontana tra eterne nebbie melanconiche e rattristanti. Ma abile nella penna poi cercò di raddrizzre quello sprezzante odio e disse: questo è un paese straordinario ma voleva dite strano. E Racalmuto 'strano" davverp lo è. In che senso strano rectius "straordinario"?. Da ipotattico consumate allora precisò: "spero di avere dato il senso di quanto lontana sia questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione. Cavolo noi racamutesi saremmo gente servile, iniqua: priva di ragione. Peggio di così? Ma ecco che il solito imbecille di paese compra un gran masso di marmo di Carrara e vi fa incidere questo epitaffio alla pravità e follia racalmuesi. Da impiccare. In questo senso paese strano o traordinario il mio. E da stranezza a stranezza eccomi capitare questa stranezza del gruppo RACALMUTO DEMOCRATICO che non so me spiegarti. Mi dovrai scusare, Cara Daniela RAMI. Non è per reticenza o furberia. Semplicemente non so! Calogero Taverna.
martedì 15 novembre 2016
Lillo Taverna ha condiviso il post di Racalmuto Democratico.
Racalmuto Democratico
Siamo solo a poche ore dall'inizio del sondaggio, sulla mozione di sfiducia presentata nei confronti del Sindaco, questi i primi risultati. Votate e fate votare. Aggiornamenti a domani.
P.S. la risposta sarà anonima
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