lunedì 27 novembre 2017

Antonio Marcelli
Antonio Marcelli Trovo senz'altro ragionevole dissertare sulla minigonna o sui pantaloni attillati delle donne piuttosto che parlare di "coperta corta" o di "buchi" nell'economia dello
Lillo Taverna
...
Lillo Taverna Scegliere tra minigonna o trasparenti braghe femminee mi sollazza assai ma più per confliggere con appetitose donne che per altro: le c.d. 'coperte corte" per non usare il tragìco dillemma 'burro o cannoni', e i buchi del pubblico erario, come quello ad esempio di 500 miliardi di euro che l'agenzia americana, nonostrante le valigette in nero passate sottomano, voleva farci coprire con tassi strozza bilancio pubblico italiano. mi interessano davvero, convinto come sono che la politica è solo sagace politica economica. E non è un giochetto da femminicidio!
Altro...
LO STUPRO DELL’INTELLETTO
(della serie: il ragionamento che palle)
La rete, nonostante tutti i suoi difetti, ha ormai
occupato lo spazio della discussione pubblica,
con un mix superficiale di linguaggi vecchi e
nuovi. Ha conquistato la “ggente”, ma anche un
pezzo di mondo intellettuale, e soprattutto quello
politico. Gli effetti sono concreti e rapidissimi.
Tutto ciò che passa sul Web diventa un contagio,
si diffonde endemicamente, tant’è che il dilagare
di una notizia in rete si definisce “virale”. Questo
processo ha innescato un tale fenomeno globale
di diffusione e di mescolanza di informazioni,
da generare un flusso incontrollabile e patologico
di notizie. La comunicazione ha dunque rotto gli
argini delle gerarchie, rimodulando il verso e il
senso della propria funzione: non ci sono più le
priorità, né di valori né di coerenza: la verità è
come svanita, il vero e il falso si eguagliano, la
manipolazione e l’assurdo si contendono gli spazi,
il kitsch e il banale aspirano alla raffinatezza,
l’orrido rosicchia il terreno all’estetica del bello,
mentre l’ignoranza assume, ormai, pose gladiatorie.
In quest’orgia inarrestabile di prepotenze verbali e
culturali, ri-fioriscono parodie rivoluzionarie che si
nutro di cattiva cultura. E la cattiva cultura si
afferma attraverso linguaggi rozzi e spuri che
rincorrono il cattivo gusto della "ggente", saltando
ogni filtro di buon senso, di civiltà, di stile, di
eleganza, di gentilezza. L’unico filtro diventa la
propria individuale percezione, che si trincera nel
chiuso del proprio fortino telematico, dove ognuno
s’immagina dotto e infallibile. Questo globale
rimescolamento antropologico dell’estetica del
linguaggio, ha prodotto un nuovo lessico (semplice
e familiare) volgarmente definito "gentismo", una
variante molto più rozza e scadente del populismo.
In buona sostanza, l’anima del gentismo (tanto caro
a molti politici, mezzibusti e anchorman) è di sicuro
il risentimento. Quello delle piazze arrabbiate, dei
talk show manipolati, dei comizi rissosi, dei blog
fanculisti, dei post imbecilloidi. Tutti accomunati
dall’idolatria della ggente. Il gentismo ha successo
perché il suo discorso è difficile da disarticolare in
quanto non ha nessuna linearità. È una narrazione,
sincretistica e disarmonica, priva di responsabilità,
e quindi indimostrabile. Il gentista "se ne frega",
non teme le contraddizioni, attinge a destra e a
sinistra,propugna uguaglianza e giustizia ma è tifoso
del liberalismo, o del fascismo. Il suo argomentare
rancoroso e incolto è qualunquismo ideologico, una
pessima parodia della ribellione, un linguaggio
composto da brandelli di storie rimescolate alla buona.
Come la storia del fantomatico Piano Kalergi, agitato
dal negazionista della shoah Gerd Honsik, secondo cui
esiste un piano europeista volto a sostituire i popoli
occidentali con masse di immigrati e meticciato vario.
Insomma, il gentismo va oltre le fake news, lo scherzo,
la goliardia, la stupidità, ma mira a cancellare la storia
e la cultura mediante lo spappolamento di ogni verità
e di ogni ragionamento.
Hank
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Giulia Corvini condivido in pieno
Gestire
Ornella Pennacchioni Quando ti leggo vengo pervasa da contemplazione, Hank. Divento lassa per accogliere tutto. Mai piallata dalle guglie del tuo pensiero, sarei passiva, ma coinvolta e combaciata in un patto clandestino, che viaggia alto, tanto alto che non bastano le bra...Altro...
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Antonio Ceroni Un'analisi, quale che essa sia, si connota e caratterizza per una serie di affermazioni/sensazioni/constatazioni/deduzioni/previsioni/illazioni, ciascuna delle quali possiede un suo tasso di verosimiglianza. Qui sta il nocciolo, la sostanza di quella a...Altro...
Gestire
Lillo Taverna Ma è anche vero che anche noi, gli emarginati, i silenziati, i taciturni, i ribelli, gli iconoclasti, i non conformisti, gli onirici, quelli a cui il potere dice sempre 'zitto tu! siamo entrati di prepotenza in questo mondo del ciarlare globale. Io, condannato prima al segreto bancario, al segreto di stato al segreto d'ufficio, al silenzio opportuno ora ad 84 anni mi posso e mi sto levando tanti sassolini dalla scarpa.. Finalmente posso anche vendicarmi. Sono grato a codesto mondo cibernetico che nessuno può soffocare, a cui nessuno riesce a mettere il sasso in bocca. Vi saranno anche gli idiori intelligenti che ne vengono conculcati e repressi, ma che perde l'umanita! Calogero Taverna
lun 28/12/2015, 00:24
A dirigere il novello corpo ispettivo di Bankitalia è il dottore Barbagallo. L'ha nominato Visco. Lo conosce? Non direi. Del dottore Barbagallo ho avuto sotto mano sia come dirigente bancario, sia come consulente bancario un suo rapporto ispettivo. Ne pubblico la parte che lo riguarda di un mio insolente contestare i missi Gerontii e il Missus dalemiano nell'assemblea che doveva accettare i,l geronziano rapporto di cambio della fusione mediante incorporazione della Mediterranea nella Banca i Roma.
Questo Ispettore Capo servizio di vigilanza ha guidato ispirato corretto pilotato di sicuro una ispezione incandescente come quella dell'Etruria. Proprio stasera mi dicevano che l'Etruria ammanigliata non è da ora. A suo tempo poteva avere persino il placet ad insediarsi nei sancta sanctorum del Ministero delle Finanze, allocandosi persino nel residuale SECIT (io me ne ero andato da almeno un quinquennio: dicendo questo signor SUPERSTORNZO faccio della logorroica autoreferenza?) e così spillavano ad ogni correntista una diecina di milioni per entrare (ma con voto capitario direbbe la ministra dei boschi piangenti) della compagine societaria. In effetti L'operazione meramente contabile era una eludente partita di giro perché quei soldi non erano denaro fresco, ma come una tangente prelevata da un qualche compiacente mutuo. Un succedaneo dell'acquisto delle proprie azioni insomma.
La ministra dei boschi piangenti ora ci dice che lei e la sua famiglia hanno perso tutto. Da ispettore avrei visto quando furono sottoscritte quelle azioni, quanto denaro fresco era affluito cash flow e quanto era invece una furba partita di giro.
Quante azioni gratuite hanno poi comportato. E soprattutto quanti utili (che dato l'andazzo della Etruria) sono legalmente da considerare non conseguiti e quindi non distribuibili (a prescindere degli altri vantaggi: obbligazioni di favore, ascese agli scranni amministrativi, storpiate agevolazioni creditizie [le famigerate obbligazioni degli amministratori dirette e indirette] di cui per FAI e Modelli di rapporto ispettivo gli ispettori di via nazionale (indirizzo fantasmatico) vanno a caccia.
Vorrò vedere se e come sono stati abili i novelli ispettori di Barbagallo che parlano in inglese, svolgono micro modelli matematici, ma di contabilità e di ragioneria non ne sanno poi troppo perché ormai siamo inglesi, la nostra è solo vigilanza "prudenziale", e a dire la verità perché BI non gliela insegna.
Non mi pare che il Barbagallo ispettore d'ordinaria amministrazione facesse eccezione.
Certo Cantore ora sarà un fulmine di guerra e saprà snidare queste italiche alchimie tradizionali nelle POPOLARI. E avendone fatte delle azionarie quotate in borsa son sicuro che Cantore saprà bene essere coadiuvato da quella Consob che i giornali dicono un tempo ben diretta da gente trasmigrata in Etruria a suon di emolumenti milionari, compreso il padre della Ministra, ai sensi di una leggina Berlusconi-Castelli che Geronzi nel suo Confiteor ben spiega e divulga.
Calogero Taverna

L'immagine può contenere: sMS





La Vigilanza bancaria della Banca d'Italia s'inceppa dinanzi a quel falò ispettivo della cultura di Via Nazionale,91. le 'sofferenze bancarie': quelle occulte che i segugi dell'Ispettorato s'inebriano nel rinvenirle valutarle e stabilirne come in una palla di vetro le previsioni di perdita. E ciò non tanto per una sorta di inquietante gioco ma per farne base per la liquidazione fallimentare della banca inquisita e dei creditori beccati con le mani in questo indefinibile sacco delle 'sofferenze' nascoste ai superiori organi di vigilanza: BI e Consob.
Già, cosa sono le sofferenze secondo la ingenua invenzione dalla Vigilanza sulle aziende di credito? Io non riuscii mai a saperlo e nel ventennio della mia attività ispettiva passavo ad altro se mi trovavo banche collabenti fra le mani. (dalla Fabbrocini, alla Banca Privata Finanziaria, alla Cassa di Risparmi (sic) di Livorno).
Lascio la Banca d'Italia nel 1981; forte era allora l'assillo di dare un contenuto più corposo a questo concetto, più da patologia medica che bancaria, dei crediti in sofferenza e dopo discussioni, pensamenti e ripensamenti si credette nel 2000 di poterli definire quali "crediti per il cui recupero sono state iniziate azioni giudiziali, nonché crediti vantati nei confronti di clienti che versano in gravi e non transitorie difficoltà economiche e finanziarie, tali da consigliare, per il rientro dell'esposizione, l'inizio di atti di rigore, anche se si soprassiede per motivi particolari".
Faccenda complessa che lasciata alla prudenza degli amministratori, nella visione però della valutazione subordinata al concetto della continuità dell'impresa, può avere una sua dignità logica e concreta, ma quando a stabilire lo stato di decozione di un credito interviene un estraneo quale un pur addottrinato ragazzotto del Servizio ispettivo della Banca d'Italia, a me vien la pelle d'oca.
Per di più neppure questa contorta disposizione che possiam leggere a pag. 314 dell'Appendice alla Relazione BI sul suo 94° esercizio (1987) ebbe lunga vita; mandata in soffitta la vecchia legge bancaria, disciplinato il bilancio secondo concezioni europeistiche estranee di sicuro alla nostra plurisecolare cultura ragionieristica, tutto diviene tranchant, ora apoditticamente: sono crediti in sofferenza, "i crediti in valore nominale nei confronti di soggetti in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) e in situazioni sostanzialmente equiparabili)." (v. Appendice BI - Bilancio anno 2000), pag. 128*).
E Visco come si sta compottando? Diversamente da Carli e da Fazio non è molto prolisso nellle sue Relazioni annuali. Noi cogliamo però uno spunto rivelatore del comportamento del suo ispettorato quanto al tema delle sofferenze, a pag. 122 della sua Relazione Annuale presentata il 26 maggio 2015. Eccolo: "Qualità dei crediti .... si è osservato un peggioramento dovuto al protrarsi della fase avversa del ciclo; vi ha contribuito, analogamente a quanto osservato in occasione di precedenti interventi ispettivi, il recepimento nei bilanci dei 15 maggiori intermediari - avvenuto simultaneamente - dei risultati della revisione delle qualità degli attivi (asset quality review AQR; cfr. Rapporto sulla stabilità finanziaria . 2. 2014).
Questo parlare inglese a me sa di astuzia peggiore del latinorum manzoniano, specie dopo Brexit. Affidate l'AQR agli anglomani della Vigilanza Ispettiva di via Nazionale 91 di concerto con i gatti soriani dipinti di rosso del celebrato Servizio Studi e vedrete subito finire in sofferenza De Benedetti Mazzamaglia, il padre di Renzi ed ora Bettega, Zonin. Lotto e tanti ricchi ladri di poveri in canna, a dire della cinquestellare vulgata. Ecco che davvero quella che per dirla con D'Alema è solo una crisi di liqidità divenire crisi di sistema. E sì, basta che un ragazzotto con vesti ispettive della BI metta in sofferenza un credito vistoso sol perché mostra qualche momento di difficoltà e quella valida e coraggiosa impresa finisce fra le sofferenze della Centrale dei Rischi e la via al fallimento si spalanca inesorabile.
Con ciò non posso dare ragione a Renzi: mi è antipatico. Ma il problema c'è ed è grosso. La soluzione? Possibile ma spetta al Parlamento non alla BCE: alla Camera e al Senato insomma non a Draghi oggi e domani forse ad un giurato nemico dell'Italia, nordeuropeo con i 'conti a posto'.
Calogero Taverna

domenica 26 novembre 2017

i veri bastardi ladri,,,,,, che rubano la povera gente.
Veneto banca: da Bettega a Ferrarini e Lotto ecco la lista dei cento debitori
La Commissione parlamentare ha acquisito l'elenco dei clienti che tra il 2012 e il 2017 hanno creato un buco da 8 miliardi e 450 milioni
...
Mentre infuria il vulcanico alterco giudiziario in quel del Veneto, ecco che al mio paesino certi bravi ragazzi a cui voglio tanto bene, non aver dubbi e sparare sentenze. Finalmente hanno trovato 'i veri bastardi ladri ... che rubano [alla] povera gente. E chi difende questa povera gente? Per loro doveva essere Via Nazionale 91. Della Consob non san molto. E i malfattori chi sarebbero? Ma Bettega [proprio quello della Juve? Sì] e poi Ferrarini, e Lotto e giù a scorrere. Ma che ruberie avrebbero commesse? Se ho bene inteso, non avrebbero movimentato adeguatamente, secondo la moderna ideologia della vigilanza pridenziale, i sapientemente valutati e quindi deliberati rapporti creditizi, Insomma le esposizioni regolari sono finite fra gli incagli e quindi in sofferenza, Ma a dire di chi? Pare da parte di bravi ragazzotti che avrebbero preso il seguito ispettivo del mio dimorare allora al Santo Spirito.
E con ciò? Cosa grave , sarbbe stato consumato il reato di omessa segnalazione alla Vigilanza che di conseguenza ne sarebbe stata ostacolata. Da ridere! Per l'Etruria questa vaneggiante fattispecie penale è stata archiviata. Allora ciò che vale per Arezzo non vale per Vicenza? Boh! Questi giudici che quanto a cultura banacaria li ho sempre trovati carenti non si consultan più neppure fra loro? Da sogghignare poi se vera è l'altra accusa di avere impedito la vigilanza della Consob nei confronti si soggetti pur bancari che se non quotati in brsa sono normali società private; e queste devono rispettare diligentemente il codice civile . Anche se vi sono stati rabberciamenti nella impostazione dei bilanci, dovendoci sobbarcare alle incolte sopraffzaioni dela teutonica CE, resta pur sempre vigente l'art. 2.423 bis che vuole valutazione degli attivi secondo prudenza ma "nella prospettiva della continuazione dell'attività".
[Continuerò se e quando ne avrò voglia.]

A proposito dell'attacco di Renzi a Visco, aggiungo alle chiose prima pubblicate questo richiamo di una ostilità che mi permettevo all'esordio di questo nuovo millennio. Sono i primi tre fogli di un perfido attacco lungo 34 cartelle contro la BI di Fazio, i missi Gerontii,. pronto a fare il suo sbarco in Sicilia come da confiteor a Muchetti, in fondo anche contro il missus del PCI, imperante Baffetto Maximo; e persino contro l'ispezione Barbagallo, attuale mio ostile capo dell''Ispettorato Vigilanza. Inutile dire che il mio pamphlet, pur incluso tra gli atti della 'fusione medìante incorporazione della Mediterranea nel Banco di Roma geronziano, finì ammuffito, apparentemente neppure letto là dove si puote. Mi sto togliendo un sassolino dlla scarpa? E se anche fosse?




 












 



 

sabato 25 novembre 2017

Un tempo così si piega verso di me l'ancor presidente del Circolo Unione. Ora può anche girarsi dall'altra parte tanto ha dalla sua un non nobile associato senza diploma alcuno che può permetersi dileggi getuuli e offensive divese del suo presiodente se mi trovo a salire in quel circolo che per ben due volte ho salvato dalla gogna.
M

Ma noi che siamo della SINISTRA VERA E PUGNACE non dovremmo mandare al diavolo siffatti propugnatori di inverecondi inciucci, voluti da De Benedetti e Marchionne per prosciugare ulteriormente le grandi banche italiane?

 

 

Pisapia: “Alfano nella nostra coalizione? Costruiamo un campo largo”

L’ex sindacato di Milano: «Saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra»
LAPRESSE
Giuliano Pisapia, 68 anni

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Pubblicato il 25/11/2017
Ultima modifica il 25/11/2017 alle ore 10:39
«Noi vogliamo costruire un campo aperto, largo e progressista». Lo afferma il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, rispondendo, a margine di un convegno dei cattolici democratici, a chi gli fa notare come mentre Mdp chiude al Pd, ad aprire a un’alleanza sia Ap. E a chi gli fa rimarcare il rischio di essere troppo di centro, Pisapia osserva: «Veniamo dalla sinistra e saremo capaci di mettere insieme centro e sinistra per costruire un nuovo centrosinistra».

«Io ho sempre parlato di centrosinistra. Centrosinistra significa avere la sinistra, il cattolicesimo democratico e tutti i partiti che si sentono e si riconoscono nel centro sinistra, mi sembra che lo dica la parola stessa», spiega Pisapia prima di partecipare al convegno, organizzato all’Istituto Don Luigi Sturzo.